Passione

Aforismi

Georges Bernanos

All'inferno ci va chi ci crede.
Bisogna saper rischiare la paura come la morte, il vero coraggio è in questo rischio.
Che una guerra sia davvero giusta, nessuno, penso, saprebbe affermarlo prima della pace. Sono le paci giuste che fanno le guerre giuste.
Chi non ha osato mai non è stato giovane.
Dio ci scampi anche dai santi!
Dubitare di sé non è umiltà, credo persino che spesso sia la forma più esaltata, quasi delirante, dell'orgoglio, una sorta di ferocia gelosa che fa rivoltare un disgraziato contro sé stesso, per divorarsi.
Esiste una borghesia di sinistra e una borghesia di destra. Non c'è invece un popolo di sinistra e un popolo di destra, c'è un popolo solo.
Fortunati coloro che possono ancora odiare! Il vero disprezzo consiste nel non dare valore più a niente.
Gioire della gioia che si può trovare negli altri, è il segreto della felicità.
I veri nemici della società non sono quelli che essa sfrutta o tiranneggia, ma quelli che umilia.
Il desiderio della preghiera è già una preghiera.
Il diavolo è l'amico che non resta mai fino alla fine.
Il gusto del suicidio è un dono, un sesto senso, non so cosa, ci si nasce.
Il mondo sarà giudicato dai ragazzini. Lo spirito d'infanzia giudicherà il mondo.
Il peccato ci fa vivere alla superficie di noi stessi.
Il pessimista e l'ottimista hanno in comune il fatto di non vedere le cose così come sono: l'ottimista è un imbecille felice, il pessimista un imbecille infelice.
Il più miserabile degli uomini viventi, anche se non crede più di amare, conserva ancora la possibilità d'amare.
Il primo segno di corruzione in una società ancora viva si ha quando il fine giustifica i mezzi.
Il regime dei sospetti è anche il regime della delazione.
L'infanzia è il sale della terra. Perda il proprio sapore, e il mondo sarà in poco tempo solo putrefazione e cancrena.
L'inferno è non amare più.
L'orgoglio non ha niente di proprio; altro non è che il nome dato all'anima che divora sé stessa. Quando questa sconcertante perversione dell'amore ha dato il suo frutto, essa porta ormai un altro nome, più ricco di senso, sostanziale: odio.
L'ottimismo è un surrogato della speranza, di cui la propaganda ufficiale si riserva il monopolio. Approva tutto, subisce tutto, è per eccellenza la virtù del contribuente.
L'ottimismo è una falsa speranza ad uso dei vili e degli imbecilli.
L'uomo di questo tempo ha il cuore duro e la pancia sensibile.
L'uomo può guarire da tutto, non dall'uomo.
L'uomo supera sempre le definizioni con le quali si pretende di delimitarlo.
L'uomo è dappertutto il nemico di sé stesso, il proprio segreto e subdolo nemico.
La forza e la debolezza dei dittatori è quella di aver fatto un patto con la disperazione della gente.
La grande disgrazia, l'unica disgrazia di questa società moderna, la sua maledizione, è che essa si organizza visibilmente per fare a meno della speranza come dell'amore; immagina di supplirvi con la tecnica, aspetta che i propri economisti e i propri legislatori le forniscano la doppia formula di una giustizia senza amore, di una sicurezza senza speranza.
La guerra totale è la società moderna stessa, al suo più alto grado di efficienza.
La maggiore minaccia per la libertà non sta nel lasciarsela togliere perché chi se l'è lasciata togliere può sempre riconquistarla, ma nel disimparare ad amarla.
La peggiore disgrazia che possa capitare ad un uomo è essere soddisfatto di sé.
La scienza libera soltanto un esiguo numero di spiriti fatti per essa, predestinati. Asservisce gli altri.
La speranza è la più grande e la più difficile vittoria che un uomo possa ottenere sulla sua anima.
La speranza è un rischio da correre. È addirittura il rischio dei rischi.
La speranza è una virtù, virtus, una determinazione eroica dell'anima. La più alta forma della speranza è la disperazione vinta.
Le democrazie non possono fare a meno di essere ipocrite più di quanto i dittatori possano fare a meno di essere cinici.
Le dittature sono il grande sforzo mancato dei popoli per sfuggire al disgusto, allo sconforto dell'anima.
Le elezioni favoriscono i chiacchieroni.
Le piccole cose hanno l'aria di nulla, ma ci danno la pace.
Le più grandi canagliate della storia non sono state commesse dalle più grandi canaglie, ma dai vigliacchi e dagli incapaci.
Lo stato moderno non ha più nient'altro che diritti: non riconosce più i doveri.
Natale è la festa dell'infanzia. Abbiamo il diritto di domandarci se ci saranno ancora per lungo tempo notti di Natale, con i loro angeli e pastori, per questo mondo feroce, così lontano dall'infanzia, così estraneo allo spirito d'infanzia.
Nello spirito della rivolta c'è un odio o disprezzo di principio per l'umanità. Temo che il ribelle non sarà mai capace di nutrire per coloro che ama un amore altrettanto grande dell'odio che nutre per coloro che odia.
Niente giustifica la tristezza: soltanto il diavolo ha ragioni per essere triste.
Noi non siamo responsabili per il modo in cui siamo compresi, ma del modo in cui siamo amati.
Non fosse per la vigilante pietà di Dio, mi sembra che al primo prender coscienza di sé stesso l'uomo ricadrebbe in polvere.
Nulla può separarci, in questo mondo o nell'altro, da ciò che abbiamo amato più di noi stessi, più della vita, più della salvezza.
Occorre consacrare la nostra vita ad acquistare lo spirito dell'infanzia, o a recuperarlo, se l'abbiamo conosciuto, poiché è un dono dell'infanzia che, per lo più, non sopravvive all'infanzia.
Odiarsi è più facile di quanto si creda. La grazia consiste nel dimenticarsi.
Ogni guerra civile si trasforma in guerra di religione.
Quando i saggi hanno raggiunto il limite estremo della loro saggezza, conviene ascoltare i bambini.
Quel che voi chiamate semplicità è proprio il suo contrario. Voi siete facili, non semplici.
Quello che noi chiamiamo pericolo, può essere la logica di Dio.
Se non fosse per questo dolce scandalo dell'infanzia, in uno o due secoli l'avarizia e l'inganno avrebbero disseccato la terra.
Solidamente radicata al proprio terreno natale come un banco di mitili allo scoglio, la colonia degli imbecilli può essere ritenuta innocua e perfino capace di fornire allo stato e all'industria un prezioso materiale. L'imbecille è innanzitutto abitudinario e vive di partito preso.
Un mondo dominato dalla forza è un mondo abominevole, ma il mondo dominato dal numero è ignobile.
Un pensiero che non produce un'azione non è poi gran cosa, ed un'azione che non derivi da un pensiero non è proprio niente del tutto.
Un ventre di miserabile ha più bisogno d'illusioni che di pane.
Un'idea giusta nella quale ci si insedia, al riparo delle contraddizioni, come al riparo dal vento e dalla pioggia, per guardare gli altri uomini scalpicciare nella melma, non è più un'idea giusta, è un pregiudizio.
Una delle più incomprensibili disgrazie dell'uomo è che egli debba confidare ciò che ha di più prezioso a qualcosa di così instabile, di così plastico, ahimè, come la parola.
Una volta usciti dall'infanzia, occorre soffrire molto a lungo per rientrarvi, così come proprio in fondo alla notte si ritrova un'altra aurora.
Vi è in ogni uomo una capacità enorme di rassegnazione, l'uomo è naturalmente rassegnato. È per questo che dura.
È chiaro che la moltiplicazione dei partiti a tutta prima lusinga la vanità degli imbecilli. Dona loro l'illusione di scegliere.
È duro essere soli, più duro dividere la propria solitudine con degli indifferenti o degli ingrati.
È il timore incessante della paura, la paura della paura che modella il viso dell'uomo coraggioso.
È la febbre della gioventù che mantiene il resto del mondo alla temperatura normale. Quando la gioventù si raffredda, il resto del mondo batte i denti.
È straordinario come le mie idee cambiano quando prego per esse!
È una bella cosa sollevarsi dall'orgoglio, ma devi avere orgoglio per poterlo fare.